è forse giusto dare la possibilità di leggere la recensione originale dell’Amelia al ballo menottiana vista a Spoleto:
Seppur vittime, non riescono a far pena gli uomini presi in giro dalla capricciosa Amelia. Sono ai piedi di una moderna Cenerentola urbanizzata, furba e padrona, interpretata dalla brava Chiara Pieretti che, nel sostituire Adriana Kučerová, azzera ogni perplessità di chi è in teatro per la star slovacca. La forte pretesa recitativa, una scrittura musicale ambientale, e pure la durata (un po’ più di un’ora), fanno pensare che Menotti, quando scrisse Amelia al ballo, avesse in riferimento il cinematografo, ancor più che l’opera verista. Interpreti quasi migliori nel recitare che nel cantare (ma sempre efficace è Alfonso Antoniozzi), contribuiscono a un effetto realistico proprio più del grande schermo che del palcoscenico. Diseducativa, ambientata in un lussuoso appartamento, l’opera buffa è del 1937. Si ride. Il consueto umorismo di Menotti, autore anche del libretto, giustifica pienamente una musica che era “vecchia” già allora ma che oltre a possedere leggiadria e freschezza, manteneva viva, con espedienti di realismo, la lirica (data per spacciata pure all’epoca). E se oggi non ci si riesce a divertire neanche con un’opera del genere, davvero è meglio andare al cinema.
perché sul giornale è uscita così: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/07/02/la-bella-amelia-seduce-gli-spettatori.html
Spettacolo molto bello e divertente. bravi gli interpreti, soprattutto la Pieretti che canta e recita benissimo.