Come Down in Time

Senza dubbio è la canzone più bella di Elton. E in quanti l’hanno rifatta! Un motivo ci sarà…

Per ora vi posto l’originale

Quella rifatta da Al Kooper 

E la versione di Sting

E aggiungo un mio pezzo di poco tempo fa in cui approfitto per fare una review in occasione della ripubblicazione dei due capolavori eltoniani del 1970:

 

Un peccato di superficialità piuttosto comune ha portato spesso molti a considerare Elton John come il primo album di Sir Reginald Dwight. Ciò è avvenuto perché il successo di questo disco sembrava venire dal nulla, vista la quantità davvero modesta di vendita e di riscontri critici del vero primo Lp, Empty Sky. In realtà, oltre a non dover essere dimenticato, quel disco del 1969 (l’anno di Space OddityIn The Court Of The Crimson King, di Woodstock) non dovrebbe essere neanche sottovalutato. Si tratta di prove di volo, tentativi di decollo con il bagaglio pesante dell’eredità che il rock’n’roll e il giovane rock stavano lasciando alla fine degli anni 60. E il brevetto di pilota Elton lo prende proprio con il 33giri che porta il suo nome e il suo cognome d’arte. Dall’immagine di copertina, dove il suo volto non proprio affascinante sembra sbucare dall’oscurità dell’anonimato, non si evince del tutto il coraggio di un artista che si presentava col pianoforte, i suoi occhiali e la sua voce a un pubblico sì curioso, ma che ne aveva sentite tante e che si preparava al decennio più iridescente di tutti dal punto di vista dei diversi stili musicali nell’ambito del pop. Elton, con il fedele Bernie taupin, sceglie la strada della canzone. Che sia sofisticato, romantico, rock’n’roll, con echi blues, o con mezzo occhio strizzato al progressive, un brano di Elton John è sempre una canzone.

I due dischi rimasterizzati – Elton John appunto e Tumbleweed Connection – pubblicati con un Cd di tracce aggiuntive, costituiscono quasi metà di un vertice artistico che il baronetto non ha più toccato, e si dubita seriamente possa farlo da qui alla fine dei suoi giorni. È stato un periodo, quello che arriva appena oltre Goodbye Yellow Brick Road, da Re Mida. Nonostante lo stress procuratogli da un contratto che inizialmente prevedeva scrivesse in media due album l’anno, non ha sbagliato un colpo per circa un decennio. Del resto un talento così generoso non poteva certo vivere di rendita. Che poi con una canzone come Your Song e con altri capolavori come Border Song o Take Me To The Pilot, neanche al karaoke si può venire fischiati.

Lo splendore di questi doppi cd è, oltre che nel noto e premiato contenuto originale, nelle bonus tracks inedite, ovvero demo e outakes che spesso vedono Elton solo al pianoforte che canta la canzone al suo stato primitivo. E la forza di un pezzo si vede nella sua nudità. La meravigliosa Come Down In Time, perla di Tumbleweed Connection reinterpretata tra gli altri anche da Sting e da Al Kooper (sono due versioni diversissime ed entrambe da brivido), nella sua forma pura riesce ad avere la stesso potere emozionale ed evocativo di quella «ufficiale» vestita da uno dei più begli arrangiamenti della storia del pop a opera del genio Paul Buckmaster. Vale la pena, in relazione a Tumbleweed Connection, approfittare di questa Deluxe Edition per riascoltare l’album e vedere se ha avuto ragione la critica mondiale a considerarlo il disco più riuscito di Elton John. È un’opinione diffusa, e molto condivisibile, che non trova sostenitori soltanto oggi. Il famosissimo Dj inglese John Peel nel 1971 definì senza riserva alcuna Tumbleweed Connection «il miglior disco dell’anno». E sì che in quel periodo ce n’era di roba in giro.

 

Una Risposta

  1. Mia madre era una patita di Sting e di George Michael. Avevamo sempre in macchina una loro musicassetta (!), talvolta della loro produzione solista, talvolta di quando erano ancora negli Wham! o nei Police.
    Talvolta metteva anche i Simply Red, gli Spandau Ballet e Janet Jackson, ma soltanto nei rari periodi in cui andava in overdose da George Michael. : )
    Per quanto riguarda i miei gusti musicali, sono più orientati verso la musica soul degli anni 70/80. Di quel genere ti raccomando queste canzoni:

    Average White Band – Let’s go ’round again
    The Brothers Johnson – Stomp!
    The Commodores – Lady (you bring me up)
    Dan Hartman – Relight my fire
    Delegation – You and I
    Dynasty – Here I am
    George Duke – Shine on
    Odyssey – Going back to my roots
    Sharon Redd – Can you handle it?
    Skyy – Here’s to you
    Tavares – Heaven must be missing an angel
    Teena Marie – I need your lovin’

    Ascoltale: mi ringrazierai. : )

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