Mariza

Può il malinconico fado portoghese esaltare, generare gioia, far sorridere persino? Certo che può, soprattutto se a cantare è Mariza, interprete fascinosa e piuttosto giovane (classe 1973), considerando che alla memoria sprattutto degli italiani i nomi più familiari sono quelli di Dulce Pontes e di Teresa Salgueiro (altra generazione – senza contare la donna del fado per eccellenza, Amalia Rodrigues). Il concerto di ieri sera al Parco della musica di Roma, svoltosi all’aperto in una serata sorprendentemente mite, poteva riconciliare col fado – col destino, apppunto – anche il più diffidente degli ascoltatori. Mariza, alta, bella, magra, accompagnata da musicisti straordinari, è cantante appassionata, coinvolta, che usa il palcoscenico come pulpito (laico, buono) per tentare di restituire la passione, il pianto artisticamente costruttivo, al pubblico – un suo popolo – da cui questo stesso affetto deriva. Ovvero lei, con un linguaggio musicale che le appartiene esclusivamente, ci racconta quello che noi stessi proviamo ma che non siamo in grado di esprimere in quel modo. E’ uno specchio che riflette, amplificandolo e caricandolo di una bellezza che le sole parole non potrebbero esprimere, i nostri sentimenti.

There are no comments on this post.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: