Povero pianoforte, re dell’easy listening

Sarà la crisi, sarà che non c’è più voglia di impegno, sarà che l’umanità è stanca, sarà che la tv ha annichilito il pensiero e ogni tipo di conatus intellettuale… o forse è stato sempre così. Il fatto è che la musica facile trionfa, e il fatto più grave è che questa venga considerata di alto livello. E questo spesso è dovuto allo strumento principale utilizzato, che è il pianoforte.  Sono stanco di parlare (male) dei fenomeni di Allevi o Einaudi, però oltre a non arrestarsi il successo di questi bluff, non si ferma neanche il pudore di nuove leve che si affacciano al mondo musicale sulla scia dei bluff stessi. Ora c’è questa Federica Fornabaio, buona pianista e direttrice d’orchestra, che nel suo disco d’esordio non ha fatto altro che scrivere il già scritto. Attenzione, non riscrivere, che prevederebbe almeno un’opera di revisione, ma di scrivere ancora sotto spudorata dettatura di un orecchio abituato a suoni scontati e rassicuranti. Insomma ci costringe a riascoltare il piacevole già sentito.

E poi ieri che noia Sakamoto. Due ore di musichetta, di pianismo che – come quello di tanti di cui forse Sakamoto per certi versi è anche il padre – senza un acquario, uno spot, un’immagine, un ascensore, non dà nulla; solo una noia mortale. Questo è il problema della musica debole (prendo in prestito la definizione azzeccata ma non ancora esatta di Quirino Principe): senza supporti visivi (nel caso di chi scrive colonne sonore), ambientali (chi fa new age o musiche per rilassarsi come gli esempi suddetti) o semantici (le parole nella canzone leggera), non funziona. La musica, intesa come suono, è autosufficiente certo, ma come ogni cosa gode di fruibilità maggiore e di autossussitenza in proporzione al suo livello di complessità. Altrimenti… nun gliela fa’.

Diffidate di Sakamoto & Co.: vanno bene a commento di un filmato suggestivo, ma un loro concerto può essere fatale.

4 Risposte

  1. Proposte costruttive? Due nomi validi, proponibili a un grande pubblico. please

  2. Uri Caine? Keith Jarrett? Leszek Mozdzer? Anche ai concerti di Rick Wakeman ci si diverte. Tutta gente che riempie le sale e intrattiene, con profondità senza essere per questo troppo cervellotica.

  3. […] Articolo originale: Povero pianoforte, re dell’easy listening Musica […]

  4. […] di certa musica – forte e chiaro nello contro Allevi all’interno della Guida o anche qui, in questo blog, per fare alcuni esempi; e direi che ciò basta a capire come la penso  – ma […]

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