stasera vespro

Ascoltare Monteverdi come quattrocento anni fa? Forse si può; forse si potrà fare stasera dicembre a Mantova nella Chiesa di Santa Barbara, nell’ultimo concerto della rassegna “L’organo ritrovato” diretta da Ton Koopman. Marco Mencoboni, direttore dell’ensemble di musica antica Cantar Lontano, riproporrà un’esecuzione del Vespro della Beata Vergine, di cui l’anno prossimo ricorrono i 400 anni, in una veste che si appresta a essere la più aderente a quella concepita dallo stesso Monteverdi: «L’evento è di importanza epocale per quanto riguarda l’interpretazione di quest’opera – sostiene Mencoboni -.  Monteverdi pubblicò nel 1610 una messa a sei voci per accattivarsi la benevolenza di Paolo V. Ma vi aggiunse un Vespro, ove mise tutta a sua genialità innovativa, creando una composizione avanzata, clamorosamente in anticipo su quanto sarebbe stato scritto successivamente». L’esecuzione del Cantar Lontano, che in questi giorni nello stesso luogo stanno incidendo il Vespro da pubblicare l’anno prossimo, non è però caratterizzata semplicemente da una fedeltà filologica del testo musicale. La peculiarità è che verrà utilizzato per la prima volta l’organo Graziadio Antegnati del 1565 che, recentemente restaurato, tornerà a suonare nella sua casa, la chiesa di Santa Barbara appunto: «Gran parte delle persone che si occupano di musica antica non conoscono bene l’organo, che è la base di questo repertorio. Oggi si usano degli organi quasi finti, da teatro e da auditorium, di piccole dimensioni e realizzati oggi. Mentre le musiche di Bach o Händel si suonavano con gli organi delle chiese. Chi cura le esecuzioni crede che basti utilizzare gli stessi registri perché un organo possa valere l’altro». Ancora adesso non sappiamo se Monteverdi eseguì per la prima volta il Vespro della Beata Vergine a Venezia o a Mantova, ma: «Tutto lascia pensare che la prima interpretazione sia avvenuta a Santa Barbara, a Mantova. La chiesa è a due passi dal Palazzo Ducale dove Monteverdi lavorava e la chiesa ha una disposizione delle cantorie che sembrano proprio quelle richieste dal Vespro stesso. Così l’organo Antegnati ha le caratteristiche indicate da Monteverdi». E cosa ci impedisce di esserne certi? «A Mantova negli anni 50 è straripato il Mincio e negli archivi del palazzo ducale ci sono ancora casse chiuse piene di documenti inzuppati. Ci vuole attualmente un permesso per aprire quelle casse, poiché i fogli sono completamente appiccicati e di difficile consultazione. Ma testimoniano quel periodo e qualcuno sostiene addirittura che tra essi si nasconda l’introvabile Arianna».

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