I diversamente abili sanno dare spettacolo

Ieri sera sono stato a vedere una bella esibizione di un gruppo di ragazzi borderline (più o meno gravi) al teatrino Furio Camillo di Roma. Si trattava di diversi quadri sonori all’interno dei quali i ragazzi si muovevano, intervallati dalla rappresentazione delle storie vissute dai ragazzi stessi ai tempi della scuola. Ognuno di questi giovani, oggi alle soglie dei trenta anni, ai tempi della scuola subiva le peggiori angherie, in quanto “diverso” (e dunque più debole). Ieri sera quegli stessi ragazzi hanno messo in scena le loro vicende di soprusi e dispetti da parte dei loro compagni “normodotati” (e dunque infami) e subito dopo hanno ripetuto la scena mostrando però come reagirebbero oggi. E cioè con più risolutezza, magari esagerando con gli insulti (in pratica alla fine tutto si risolveva con le ex-vittime che mandavano a quel paese  i compagni) ma prendendo atto così di come un handicap possa essere gestito e anche difeso.

Vero è che a vedere e sentire i disabili esibirsi provoca molta tenerezza. Ma non è la pena che deve necessariamente muovere un nostro aiuto nei loro confronti. Piuttosto è la compassione (quella sana, quella che ci permette di metterci sullo stesso piano di chi consideriamo estraneo a noi).

Nella mia esperienza di volontario per l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) ho imparato che l’ultima cosa da avere nei confronti di chi è affetto dalla sindrome di Down è la pietà. Bisogna trattare, nei limiti del buon senso, il malato psichico il più normalmente possibile: premiarlo e agevolarlo quando è il caso, punirlo o vietargli certe azioni quando è giusto farlo. In molti casi queste persone sono consapevoli del loro handicap e pertanto se ne approfittano facendo azioni o richieste del tutto esecrabili nella certezza che chi interagisce con loro si commuova e li accontenti. Non deve essere così: la prima forma di rispetto nei confronti di queste persone è proprio trattarle come tratteremmo noi stessi.

Venerdì sera un gruppo di giovani psicoborder suoneranno per venti minuti aprendo un concerto jazz presso la Casa dell’Architettura in piazza Manfredo Fanti…

There are no comments on this post.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: