Grigory Sokolov. E cioè il pianismo

Da quando ho ascoltato per la prima volta Grigory Sokolov non ho fatto altro che decantarne le doti. L’ho fatto con gli amici, in interviste, editoriali, recensioni, programmi radiofonici e articoli di vario genere. Non c’è una volta che mi abbia deluso Sokolov, un uomo di un altro pianeta che sembra nato per fare il pianista. Non ce n’è per nessuno attualmente, io sono convinto che sia il più grande pianista vivente (e io non sono uno in grado di stilare classifiche assertive per nessun musicista o artista in genere). Sokolov è l’unico che mi consenta ancora di ascoltare autori che quasi non sopporto più e che normalmente evito (come Mozart, Haydn o Beethoven); Sokolov non si lascia mai andare a inutili sentimentalismi, non cerca di commuovere, esprime il “vero musicale”; Per me è il suo, e solo il suo, l’unico Skrjabin possibile. Sentite Prokof’ev:

Specialista del tocco, Sokolov è maestro incontrastato delle dinamiche, ha la più vasta gamma dinamica mai udita: il suo “pianissimo” è iraggiungibile; il suo trillo è inimitabile. E anche il suo pubblico è un pubblico di intenditori. Se la massa incompetente che vuole distendersi e talvolta sorprendersi va a sentire il bravo Pollini, i pianisti ascoltano il dio Sokolov

Ieri sera all’Auditorium di Roma è stato interprete di un Bach eccezionale (Partita n.2, la Sarabnda era da brividi). Io non ho paura ad affermare che sia davvero meglio di Gould…

Ecco una mia intervista di circa due anni fa (eravamo a Bolzano), strappatagli in camerino mentre ancora si asciugava il sudore dopo uno dei suoi magnifici concerti:

Chissà come si sentono i giovani partecipanti di un concorso pianistico quando la sera prima della prova assistono a un concerto di qualcuno che ce l’ha fatta, da tempo, e che ora sembra un termine di paragone troppo distante e irraggiungibile. Si spera che ne siano stimolati, perché di certo la giuria il giorno dopo non sarà tanto tenera. C’era anche Grigory Sokolov tra i grandi ospiti del Bolzano Festival Bozen, in seno al quale si svolge il prestigioso concorso Busoni (giunto alla sua 57esima edizione), e anche lui ha iniziato la carriera vincendo un premio, il Čajkovskij, a sedici anni. Poi la sua completa votazione al pianoforte lo ha fatto diventare da subito uno dei pochi incontrastabili re della tastiera: «c’è solo il pianoforte nella mia vita. Suonare è l’unica cosa che mi interessa davvero». Vedendolo alle prove sembrerebbe che sia lo strumento stesso la sua sola ragione di vita: lo esplora, lo scandaglia ben bene con una lampada tascabile tra corde e martelletti, come se vestisse i panni di un otorino. Fa rabbia vedere che le sale da concerto quando c’è Grigory non trabocchino di gente. Poiché il pubblico conosce la regalità di Zimerman, la fama di Pollini, l’ascetismo di Radu Lupu, l’addio alle scene di Brendel, ma la magia di Sokolov sembra sfuggirgli. D’altro canto il pianista russo non si aiuta (e non gli interessa aiutarsi). Schivo, inavvicinabile, conduce un’esistenza del tutto innaturale, attaccata alla musica e staccata dai nostri tempi. Prova un’anacronistica repulsione per le registrazioni in studio. Cosicché non esistono in circolazione molti oggetti a testimoniare la genialità di quello che – e qui voglio permettermi di usare la prima persona per asserirlo – è il più grande pianista vivente. Per esempio il solo indizio videografico che lo ritragga all’opera, lo splendido Dvd “Live in Paris”, Sokolov ha accettato di girarlo soltanto per stima nei confronti del regista Bruno Monsaingeon. In fase di visione delle immagini infatti avrebbe voluto buttare via tutto il materiale. Eccessivo perfezionismo? Forse ha ragione: non avrebbe bisogno di incisioni alcune, tanto perfette sono le sue esecuzioni dal vivo. E neanche di interviste, dato che il suo pianoforte parla per lui e parla a tutti (pochi sono gli artisti che, come Sokolov, mettono d’accordo critica e pubblico senza riserve). Così è una fortuna e un onore incontrarlo, pur infilandosi di sorpresa dentro il camerino, dove – tra una stretta di mano e l’altra – ancora sta asciugandosi il sudore dopo quei sei bis che abitualmente regala al pubblico.

Maestro, cosa le hanno fatto i dischi? Perché incide così raramente?

«I concerti sono sempre più interessanti delle registrazioni. Ho nel cassetto diverse registrazioni dal vivo e ci sono diverse varianti di alcune esecuzioni tra cui posso scegliere. Ma le ho lì da anni e non mi decido mai».

Il suo repertorio dal vivo invece è vastissimo, va dal barocco al contemporaneo.  Sceglie i pezzi da eseguire in concerto in base al proprio gusto o va incontro al pubblico?

«Scelgo i brani esclusivamente seguendo il mio gusto. Invece i bis dipendono dal pubblico. A me suonare piace, se la gente vuole che suoni ancora io lo faccio volentieri. C’è soltanto il pianoforte nella mia vita. Suonare è l’unica cosa che mi interessa davvero».

Alla luce della sua esperienza di fanciullo dotato, quanto peso deve dare un pianista al talento e quanto allo studio?

«È impossibile separare le due cose. Se c’è talento si vuole suonare, è una conseguenza. Bisogna comunque studiare ma quella pulsione o l’hai o non l’hai. Un vero talento d’altra parte ha bisogno dello studio che però non è una tortura, è piacere. È vero che è duro ma se diventa una dannazione è meglio lasciare».

Ma un giovane è in grado di capire le sue potenzialità? Conosce a cosa va incontro un pianista professionista?

«A14 anni già si deve capire qualcosa, più tardi bisogna essere già sulla strada del professionismo. È abbastanza raro iniziare una carriera da adulti».

Le capita di ascoltare i giovani pianisti? Chi può essere secondo lei una promessa per il futuro?

«Ci sono sicuramente molti giovani musicisti che hanno possibilità di arrivare. Ma non riesco mai ad ascoltarli. Io sono sempre in viaggio, e delle registrazioni non mi fido, non mi danno un grande quadro di come siano questi musicisti. Vanno valutati esclusivamente dal vivo».

Quali sono invece i colleghi che stima?

«Sono tanti: Gilels, Sofronickij, Rachmaninov, Schnabel, Lipatti, Gould, Horowitz… e mi piace sempre aggiungere il vecchio Anton Rubinštejn, mai sentito, ma personaggio incredibile».

Ma sono tutti defunti…

«Sono tutti vivissimi invece. È pieno il mondo di morti che camminano».

15 Risposte

  1. Ho apprezzato moltissimo i commenti e l’intervista. Sono un sokoloviano sfegatato, e mi fa sempre molto piacere trovare qualcuno che la pensa esattamente come me!

  2. ieri sera sono stato, (grazie al destino) a Bologna al concerto del maestro Sokolov. Premetto che sono un grande appasionato di musica classica: Bach in testa. Che dire? Trovare le parole per elogiare il maestro non è facile. Credo che esistano persone più competenti di un semplice amatore come sono io. Pertanto dico solo che mi ritengo un fortunato, nel senso che mi sono trovato nel tempo giusto per poter ascoltare dal vivo un alieno del suono. Ogni sua nota, ogni suo tocco è stato per me una grande emozione. Sono rimasto inchiodato fino all’ultimo istante alla poltrona nella speranza che il maestro non cessasse mai di suonare. Per la prima volta, dopo vari concerti a cui assistito di maestri minori, ho davvero apprezzato che il maetro Sokolov, abbia concesso sei (6) bis. Mentre sono rimasto molto deluso, anzi ferito, che parte del pubblico si sia alzato prima che il maestro terminasse. Questo è molto avvilente e deplorevole, ma al mondo non tutti posseggono la sensibilità necessaria per capire il rispetto, e soprattutto, sentire quando un artista è davvero un genio talentuoso. Lascio i commenti tecnici ai musicisti, io desidererei poterlo riascoltare al più presto. Vi sarei grato se poteste tenermi informato sui suoi prossimi cancerti. Cordialmente Sergio

  3. Prossimi concerti: BS 15/5 – VE 17/5 – LU 20/5 – BG 24/5. A BS e BG i biglietti sono esauriti da un pezzo. Non so se é rimasto qualcosa a VE. Di LU non so.
    Il calendario aggiornato dei concerti é sempre disponibile sul sito del manager: http://www.acmmusic.com

    • Caro Antonio, le rispondo in ritardo e me ne scuso. Grazie per avermi indicato le date dei concerti del Maestro Sokolov. E per avermi inviato l’indirizzo per verificare il calendario aggiornato del Maestro. Cordialmente Sergio

  4. Sono d’accordo sul valore di Sokolov, tra l’altro è persona meravigliosa, splendida, umile e gentile. Un esempio per il mondo.

  5. Sono stato al suo concerto a Stoccarda lo scorso febbraio. Oltre ad essere un musicista fantastico, è una persona davvero squisita. Finito il concerto, ha fatto un’altra mezz’ ora buona di fuori programma, e sono sicuro che avrebbe potuto andare avanti ancora per molto, tanto sembrava divertito da ciò che riusciva a creare con il suo piano.

  6. E’ il più grande.

  7. Ieri sera uno dei più coinvolgenti concerti della mia vita (lunga). All’Auditorium del lingotto di torino. Mai sentito niente del genere. Grande, grandissimo…senza parole. Grazie per aver potuto condividere emozioni anche con voi.

  8. Fato ha voluto che ieri sera al teatro Manzoni di Bologna, io abbia potuto ascoltare il grande maestro Sokolov. Lo avevo già ascoltato nel 2010. Sempre a Bologna. Sempre al teatro Manzoni. Ieri sera ho provato le stesse emozioni di due anni fa: ascoltare il maestro Sokolov, è come se fosse sempre la prima volta. Lo ascolto anche a casa, seduto comodamente in poltrona, ma dal vivo è tutta un’altra cosa. I suoni che escono dal pianoforte, tramite quelle dita che sembrano essere figlie del velluto, ti penetrano dentro e ti sconquassano di emozioni. Vorresti saltare sul palco per fonderti con quei suoni e volare in un’altra dimensione. Poi far rivivere un Rameau, sepolto dai secoli, e misconosciuto ai più, ci vuole soltanto un grande interprete dei nostri giorni. Personalmente non avevo mai sentito nulla di Ramau. Non che io vada tutte le sere a concerti pianistici, ma qualcuno lo ascoltato. E nessuno che abbia mai suonato il maestro francese. Insomma, maestro Sokollv, due anni fa ci deliziò anche con sei bis, ieri sera con sette. Torni presto: attendiamo l’ottavo bis. E chissà, con le mie amate variazioni Goldberg. Cordialmente Sergio Cellentani

  9. Dalla prima volta in cui ho assistito a un concerto di Sokolov la mia vita non e’ piu’ la stessa, ha perso ogni altro significato, mi sento totalmente distrutta e da quel giorno non penso ad altro che a lui, se dovesse perdere entrambe le mani e non suonare piu’ una singola nota, per me non cambierebbe di una virgola, la musica uscira’ da ogni suo singolo poro… Il ritmo del suo passo quando cammina per me e’ gia’ sua musica, perche’ per me lui e’ inimitabile, mi ha distrutto la vita, e’ inimitabile, da quel giorno non faccio altro che sognare Sokolov, giorno e notte… Spero che lui possa un giorno leggere questo commento in questo sito e leggere anche le altre belle cose scritte su di lui in questo sito, con cui concordo al 100%, e che possa avere pieta’ di me.
    Sua per sempre, Nandini.

  10. Ottima recensione e condivido; Sokolof è il più grande pianista vivente. Lo dice uno vecchio come me che da 60 anni ha seguito tutti (o quasi) i concerti di musica da camera che si sono svolti a Genova. Ho sentito, Cortot, Michelangeli (più volte), Richter, Gilels, Czyffra, Horszowsky, Rubinstein (varie volte), Brendel, Baremboim (ahimè), Pollini, Askenazy, Fischer, Backaus, Kempff, Bolet, Casadesus, Magaloff, Gulda, e tanti altri più o meno noti; Sokolov è certo tra collocarsi tra quei due o tre eccelsi ormai scomparsi.
    Non è vero che il pubblico non lo ami abbastanza. Qui a Genova dove viene tutti gli anni il suo concerto è affollatissimo e sempre con un pubblico entusiasta Credo che anche lui ne sia felice; ne fanno fede i tantissimi bis che dopo quasi due ore di musica concede senza risparmio. (come solo faceva Rubinstein). Lo scorso anno poi ha fatto un Bach favoloso!!!
    Unico grande rammarico: troppo scarse le registrazioni!
    Mario

  11. Legnago-teatro salieri. Una serata indimenticabile e l’impressione di aver sfiorato un’aurea di grandezza: un pianista e una persona che regala una sua interpretazione unica. Sarebbe stato bello potergli dire: grazie. Gli applausi scroscianti non bastano. Riesce a trasmettere il suo amore per il pianoforte a tutto il pubblico, anche a chi non è per nulla competente.

  12. Ieri sera al Teatro Salieri di Legnago ho assistito ad una serata musicale magica grazie Sokolov, ritorna presto. Grazie
    Maria Grazia gennaio 2013

  13. Roma 8 maggio 2013…schubert eccelso, Hammerklavier monumentale , sei bis da Rameau fino al meraviglioso intermezzo op. 117 n. 2 di Brahms. Sokolov non e’ un pianista, e’ uno scienziato , misto a druido e a mago. Anch’io mi pregio di aver ascoltato moltissimi concerti e alcuni grandissimi pianisti…Sokolov e’ veramente di un altro pianeta! Un Dio lo preservi il più a lungo possibile , e’ veramente un dono per il mondo della musica d’arte e per i suoi fruitori .

  14. aprile 2016 conservatorio Verdi di Milano: prima volta che ho ascoltato Sokolov e sono rimasta folgorata. Sono d’accordo con la recensione. Ha un tocco indimenticabile. Ha suonato fantasia in Do di Shumann trasmettendomi sensazioni pazzesche. e ben 6 bis.
    Spero di poterlo risentire dal vivo ancora.

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