Salviamo la Crusca

ricevo e ovviamente pubblico.

Appello degli Accademici della Crusca

In ciascuno dei principali Paesi europei esiste una grande Accademia o un Istituto particolare, il cui fondamentale fine statutario è quello di studiare e tutelare la lingua nazionale e di promuoverne la conoscenza e la diffusione all’interno e all’esterno dei propri confini. Si tratta di istituzioni fondate in epoche diverse, ma il cui modello ispiratore è quello delle accademie italiane. In particolare l’Accademia della Crusca, attraverso il suo Vocabolario (1612-1923), seppe diffondere in molti stati dell’Europa una parallela e forte coscienza linguistica, portando alla costituzione della Académie française, della Real Academia di Spagna, e della Compagnia fruttifera di Weimar, i cui obiettivi sono ora propri dell’Institut für Deutsche Sprache di Mannheim. Pur con caratteristiche peculiari in rapporto alle diverse realtà “nazionali” in cui si inserivano, queste Istituzioni si sono nel tempo consolidate e adeguate al rinnovarsi delle esigenze linguistiche, culturali e politiche.

Anche l’Accademia della Crusca – fondata nel 1583 da un gruppo di letterati, giuristi e scienziati fiorentini per studiare e regolare la lingua italiana e presto arricchita da membri di altre parti d’Italia e di vari Paesi d’Europa – nel corso della sua lunga vita ha saputo adattarsi ai cambiamenti storici. Rifondata da Napoleone nel 1811 e dal Governo Militare Alleato nel 1945, grazie alla guida illuminata dei grandi linguisti che l’hanno presieduta dopo la seconda guerra mondiale (Bruno Migliorini, Giacomo Devoto, Giovanni Nencioni e Francesco Sabatini) è oggi un moderno istituto di ricerca, formazione e divulgazione linguistica, la cui autorevolezza è unanimemente apprezzata nel mondo; un istituto che opera sotto la vigilanza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, collabora regolarmente con altri Ministeri (degli Affari Esteri e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), altri organi dello Stato (Presidenza della Repubblica, Avvocatura dello Stato) e altri enti di ricerca (CNR) ed è attivo protagonista nel promuovere lo studio e la conoscenza dell’italiano nel multilingue quadro nazionale, europeo e globale, anche attraverso grandi progetti di rilevanza internazionale.

Lo Stato, attraverso un recente parere del Consiglio di Stato, ha riconosciuto la sua fondamentale funzione “pubblica” legata alla lingua, che è il nostro più importante bene culturale immateriale. In questo grave momento di crisi economica generale e di ripensamento della destinazione dei contributi pubblici, gli Accademici della Crusca e i Soci corrispondenti italiani e stranieri denunciano le condizioni di assoluta precarietà economico-finanziaria dell’istituzione di cui fanno parte (nel 2009 la Crusca ha avuto dallo Stato solo 190.000 euro di contributo tabellare!) e chiedono con forza al Governo che, con un atto normativo, sia finalmente assicurata all’Accademia della Crusca, per la sua unicità di ente di tutela, promozione e valorizzazione della lingua nazionale, una dotazione ordinaria in grado di consentirle un sicuro funzionamento e uno sviluppo delle attività adeguato ai propri fini statutari.

Gli accademici: Maria Luisa Altieri Biagi, Paola Barocchi, Gian Luigi Beccaria, Pietro G. Beltrami, Rosanna Bettarini, Francesco Bruni, Ornella Castellani Pollidori, Vittorio Coletti, Maurizio Dardano, Tullio De Mauro, Domenico De Robertis, Piero Fiorelli, Lino Leonardi, Giulio Lepschy, Nicoletta Maraschio, Carlo Alberto Mastrelli, Pier Vincenzo Mengaldo, Aldo Menichetti, Silvia Morgana, Bice Mortara Garavelli, Teresa Poggi Salani, Lorenzo Renzi, Francesco Sabatini, Cesare Segre, Luca Serianni, Angelo Stella, Alfredo Stussi, Alberto Varvaro, Maurizio Vitale e i soci corrispondenti: Luciano Agostiniani, Tatiana Alisova, Giuseppe Brincat, Jacqueline Brunet, Rosario Coluccia, Wolfgang U. Dressler, Vittorio Formentin, Hermann Haller, Elisabetta Jamrozik, Alberto Nocentini, Max Pfister, Bernard Quemada, Edgar Radtke, Francisco Rico, Leonardo M. Savoia, Harro Stammerjohann, Serge Vanvolsem, Harald Weinrich.

Una Risposta

  1. Auspico che La Crusca continui la sua vita gloriosa.Per il suo sostegno sipotrebbe destinare il contributo finanziario di soci volontari registrati in apposito elenco.Posso, se interpellato, dettagliare questa proposta.

    Cordialmente: Ivanoe Riboli (già dirigente ASC-BTRIV MI

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